Riveste particolare interesse per la notevole diffusione tra i bambini piccoli, per i quadri anche seri di eczema che può presentare, per il grado di allergizzazione alimentare che sempre più frequentemente è dimostrabile in questi bambini (livelli elevati di IgE totali e specifiche a vari allergeni). Questa patologia è notevolmente in aumento, colpisce più frequentemente soggetti di sesso femminile, persiste in oltre il 10% circa dei casi anche dopo la pubertà e si accompagna ad asma bronchiale in oltre il 20% dei casi.
A seconda dell’età le lesioni sono localizzate in modo diverso:
1) nel lattante: volto, cuoio capelluto, regioni estensorie degli arti
2) nel bambino: regioni periauricolari, perioculari e periorale, pieghe flessorie degli arti, collo e caviglie
3) nell’adolescente e nell’adulto le aree colpite sono meno estese, le lesioni interessano soprattutto le pieghe flessorie degli arti.
Il decorso è caratterizzato da fasi di acuzie e fasi di remissione. In genere la sintomatologia regredisce verso gli 8-12 anni. Nel 50-80% dei soggetti affetti da dermatite atopica si osserva comparsa di asma bronchiale, rinite o orticaria.
La sintomatologia può essere scatenata alla prima ingestione di un alimento specifico assunto dalla madre durante la gravidanza per l’effettiva possibilità di sensibilizzazione durante la vita fetale o può essere scatenata attraverso il latte materno dall’assunzione di alimenti a cui il piccolo allattato al seno è allergico.
Si ricorda che il sistema immunitario fetale è competente, sa produrre IgE a partire dalla 11ª settimana di gestazione ed è dimostrata dal riscontro nel sangue del cordone ombelicale di IgE specifiche assenti nella madre.
Il neonato è in grado non solo di produrre IgE specifiche ma anche di fissarle ai mastociti, creando le condizioni necessarie per una risposta di ipersensibilità di tipo I; già entro il39° giorno di vita il 100% dei neonati presenta IgE legate ai mastociti. E’ stato dimostrato che la produzione di IgE specifiche per alimenti precederebbe quella di reagine per inalanti che solo occasionalmente sarebbero sintetizzate prima del 2° anno di vita. Il riscontro di eczema atopico in bambini sempre più grandi, in giovani ed in giovani adulti è attualmente un reperto frequente nella pratica allergologica. Dal punto di vista patogenetico, la dermatite atopica (DA) presenta aspetti peculiari di reazione immediata e di reazione tardiva, con dimostrazione immunoistochimica di infiltrazione cellulare di linfociti, mastociti e cellule di Langherans.
La cute potrebbe così rappresentare una finestra nella patogenesi delle malattie allergiche croniche, con una risposta immediata dovuta ad attivazione mastocitaria e liberazione di mediatori e di citochine, ed una fase tardiva. Per tali ragioni si ipotizza che la DA sia un disordine allergico paragonabile all’asma. Entrambe hanno in comune l’infiltrazione locale di T linfociti di tipo th2 in risposta all’allergene, una risposta di tipo IgE specifica al contatto con l’allergene, lo sviluppo di una flogosi cronica tissutale locale e la presenza di iperreattività organo-specifica dovuta probabilmente alla sottostante infiammazione tissutale.
La diagnosi di dermatite atopica
Caratteristiche maggiori
- Prurito ed escoriazioni
- Aspetto e distribuzione tipici delle lesioni cutanee:
- viso, zone estensorie nei neonati e bambini, interessamento flessorio e lichenificazione nell’adolescenza.
- Andamento cronicocon ricadute successive (intervallo di 6 mesi)
- Storia familiare o personale di DA, oculorinite allergica, allergia alimentare o asma
Caratteristiche minori
- Aumentata suscettibilità alle infezioni cutanee, particolarmente da S. Aureus
- Xerosi
- Insorgenza precoce
- Ittiosi, cheratosi piliare, iperlinearità delle palme
- Dermatiti non specifiche a mani e/o piedi
- Dermatiti del cuoio capelluto
- Elevati livelli di IgE
Caratteristiche immunologiche
- Aumentata produzione di IgE
- Positività ai test cutanei ad allergeni multipli
- Diminuito numero e funzioni del CD8 soppressori/citotossici
- Aumentata espressione di CD23 sulle cellule mononucleate
- Attivazione macrofagica cronica con aumentata increzione di GM-CSF, PGE2, e IL10